Jonathan Canini

Sul palco del Summer sale Jonathan Canini tra comicità e ’bugie’

FOLLONICA

Domani il Parco Centrale di Follonica accoglierà Jonathan Canini (foto) con “Te lo giuro sul tuo ex”, dai social al teatro, tra i comici toscani più amati della nuova generazione.

Di cosa parla lo spettacolo?

” Di bugie. Viviamo in un mondo dove l’apparire conta più dell’essere, e la bugia è diventata il mezzo più veloce per fare in modo che questo avvenga. Il titolo nasce da lì: giurare sull’ex, la figura solitamente più odiata. Si parte dalle piccole bugie quotidiane fino alla prima della storia, quella di Adamo ed Eva. Ci saranno anche alcuni dei miei personaggi, come Pamela, Fulvio il vecchio e il fattone”.

Come nascono i suoi personaggi?

“Dalla presenza di parenti a Firenze, Pisa, Livorno, Lucca. Quando si sente parlare il vernacolo risulta tutto più vero. Certo, per farlo bene bisognerebbe abitare in quella città e le critiche non mancano ma contribuiscono a migliorarmi. Bisogna stare attenti, perché quando si parla il vernacolo, la gente ci tiene: è il linguaggio quotidiano, nei bar, nei circoli, nelle piazze. A volte ci sono anche persone che forse non se ne rendono nemmeno conto, ma mi scrivono commenti con una struttura comica perfetta”.

Social che per lei sono stati fondamentali: come nasce il suo successo?

“Casualmente. Ho iniziato a fare spettacoli a 16 anni con un gruppo del mio paese, i ’Piccioni Spennati’. Pubblicavamo video sui social, ma li guardavano solo amici e parenti. La svolta arrivò quando feci tutto il contrario di quello che mi avevano insegnato a teatro e alla scuola di cinema, dove ci dicevano di usare una dizione pulita. Una sera, al circolo del mio paese, ci fu uno scambio di battute tra un forestiero e la barista e quando uscì, improvvisai uno sketch tra i vari vernacoli toscani. Un amico mi suggerì di farne un video. La mattina dopo aveva fatto 50.000 visualizzazioni. Rimasi scioccato: pensavo ci fosse un bug”.

Social o teatro?

Il teatro ha una costruzione del testo diversa e puoi toccare altre emozioni. Nel social invece è tutto immediato, velocissimo e a volte si rischia anche di essere fraintesi. Il teatro è un ristorante, i social un fast food. Fanno tanto bene, ma allo stesso tempo danneggiano tanti giovani”.

Lavora con Walter Santillo e ora anche una parte in un film di Pieraccioni: un momento d’oro? La mia nonna, per caricarmi, mi diceva sempre: ’Vai, vai, metti caso che tra il pubblico c’è Pieraccioni’. E io, tutte le volte guardavo tra il pubblico sperando che non ci fosse, perché avevo timore. Poi venne davvero a vedermi a Castiglioncello ed è stata un’emozione enorme”.

Fonte La Nazione

 

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